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I tartufi piemontesi: le varietà più diffuse nel territorio

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Dal Tartufo Bianco d’Alba al Tartufo Nero e allo Scorzone: il Piemonte è una regione rinomata per la diffusione dei tartufi. Scopriamo perché

 

Langhe, Roero, Monferrato: quando si parla di tartufi piemontesi, sono queste le prime subregioni che ci vengono in mente. Col termine subregioni si indicano solitamente quei territori con una propria identità storica o ben delineati geograficamente, ma senza una propria amministrazione. Nel caso del Piemonte, le subregioni di Langhe, Roero e Monferrato sono certamente i luoghi più noti per la crescita del tartufo, anche se non gli unici. 

 

Anche la zona delle colline del sud Piemonte compresa tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria, infatti, è uno dei territori più famosi per la crescita dei tartufi piemontesi. Ma, nel dettaglio, quali sono le varietà di tartufo che nascono e crescono in Piemonte?

 

Il tartufo piemontese per eccellenza: quello di Alba

 

Partiamo dal re di tutti i tartufi: il Tartufo Bianco Pregiato, che viene chiamato anche Tartufo Bianco d’Alba. In realtà questa denominazione non implica una differenza tra i tartufi bianchi pregiati piemontesi e i tartufi bianchi pregiati che si trovano nelle Marche, in Abruzzo o in altri territori. Si tratta semplicemente di una dicitura usata per chiamare il Tartufo Bianco Pregiato, nata dalla forte diffusione di questa varietà in Piemonte, specialmente nella zona di Alba. 

 

Qui si svolge infatti una delle fiere più famose dedicate a questo fungo ipogeo, ovvero la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Anche altre città, tra cui Montechiaro d’Asti, Montiglio Monferrato, Moncalvo e Mondovì, celebrano il tartufo bianco, un’eccellenza del Piemonte riconosciuta in tutto il mondo e molto diffusa in questo territorio.

 

Questa varietà di tartufo ama, infatti, i terreni preferibilmente in pendenza, soffici e umidi per tutto l’anno, ricchi di calcio e potassio e molto arieggiati. In Piemonte, il tartufo trova queste caratteristiche favorevoli al suo sviluppo, insieme alle piante simbionti che predilige (querce, pioppi, noccioli, salici, tigli), soprattutto nelle zone delle Langhe, del Monferrato e del Roero. Perché? Perché un tempo, circa 5 milioni di anni fa, questo territorio era sommerso dal mare: il suolo è quindi ricco di carbonato di calcio, elemento essenziale per la crescita dei tartufi. 

 

I tartufi piemontesi

 

Sarebbe errato pensare, però, che il Piemonte dia i natali solo al Tartufo Bianco Pregiato. Qui infatti, nascono e crescono quasi tutte le varietà di tartufo che conosciamo: il Bianchetto, il Nero Pregiato, lo Scorzone estivo, il Brumale, l’Uncinato e il Tartufo Moscato

 

Se avete visitato queste zone del Piemonte, lo avrete sicuramente notato: in moltissimi ristoranti il tartufo in tutte le sue varietà, a seconda della stagione di raccolta, è un protagonista della tavola. Tajarin, spaghetti o fettuccine al tartufo sono piatti tipici che esaltano il profumo e il sapore dei tartufi piemontesi, così come anche i secondi e i dolci: arrosti, tiramisù o creme con scaglie di tartufo. 

 

La grattugiata finale di tartufo fresco, da effettuare rigorosamente al tavolo, con un affetta-tartufi, è quasi un rito: il tocco finale di un’esperienza turistica e gastronomica che si conclude con uno degli ingredienti più amati in Piemonte

 

Tartufo piemontese: il Nero Pregiato e non solo

 

Come il tartufo bianco, anche altre varietà di tartufo nascono e crescono spontaneamente in Piemonte: una di queste è il Tartufo Nero Pregiato, che si è guadagnato la dicitura di “tartufo nero dolce” proprio grazie al suo sapore che ricorda le note del cioccolato e il suo profumo, delicato e gradevole. Molto versatile in cucina, può essere usato sia cotto che crudo e rappresenta uno dei tartufi piemontesi più amati, proprio grazie alle sue caratteristiche. 

 

Le zone delle Langhe, del Roero e del Monferrato, nonché quelle delle colline a sud del Piemonte, però, offrono anche un’ampia scelta per quel che riguarda il Tartufo Scorzone. In questo caso bisogna fare una distinzione tra il tartufo nero estivo (il cosiddetto Scorzone estivo) e il tartufo nero invernale, detto anche Uncinato: il primo si trova nel periodo che va da maggio a settembre, mentre il secondo  è tipico del periodo compreso tra ottobre e marzo. 

 

Entrambi, però, sono ottimi protagonisti in cucina: lo Scorzone estivo per il suo gusto molto delicato, perfetto per arricchire un’insalata; l’Uncinato, per le sue note di porcino, nocciola e grana e il suo profumo intenso.

 

Tra i tartufi piemontesi che crescono in questa zona ricordiamo però anche altre due varietà: il tartufo Brumale, noto per il suo profumo deciso e il suo sapore marcato, e il tartufo Moscato, per le sue note tendenti al piccante e per il suo profumo pungente, che ricorda quello del muschio. 

 

Langhe, Roero e Monferrato, però, sono molto noti anche per altre due eccellenze, il vino e i formaggi: due eccellenze che sposano alla perfezione il sapore del tartufo. Prova ne siano i numerosi abbinamenti del tartufo con il formaggio e quelli col vino. Abbinare un vino a un tartufo, però, non è semplice: bisogna tenere conto della personalità di entrambi gli ingredienti, affinché in questo matrimonio di sapori nessuno dei due vada a sovrastare l’altro. 

 

Profumi, sapori, fragranze: i tartufi piemontesi sono senz’altro un must della cucina del territorio, grazie alla loro ampia diffusione in questa zona e all’abbinamento con vini e formaggi delle varie zone. 

 

Ma per chi ama il tartufo e la buona tavola, questa è solo una delle delizie che possiamo assaporare in giro per l’Italia. In attesa di un futuro e piacevole soggiorno nelle Langhe, alla scoperta del tartufo piemontese, anche il resto del nostro paese offre una straordinaria offerta di tartufi, tutti da provare. Come quelli di Trivelli Tartufi: prodotti di alta qualità, da scoprire poco alla volta e da usare per arricchire tutte le vostre ricette!

 

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