TESORI NASCOSTI

PREZIOSI, MISTERIOSI, PRELIBATI

Tra le radici di un legame autentico, nasce un frutto della terra dal profumo inebriante.

IL TARTUFO

Le origini di un antico profumo

Il Tartufo. Pregiato fungo ipogeo dal sapore stregato. Ne parla Plinio il Vecchio, lo ama Napoleone Bonaparte, lo incorona “il Mozart dei funghi” Gioacchino Rossini. La storia del tartufo ha sin dagli arbori l’inconfondibile profumo del fascino e del mistero. I primi cenni risalgono ai tempi dei Sumeri e dei Babilonesi, quando veniva utilizzato in pietanze a base di legumi e ingredienti vegetali. Gli antichi Greci attribuiscono l’origine del raro fungo alla combinazione di elementi naturali come acqua, calore, fulmini. Di qui, il poeta latino Giovenale ha poi tramandato la storia della nascita del tartufo come frutto di un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia.

Il suo sapore, le note aromatiche che ne sprigionano, lo rendono desiderio e vizio della gastronomia mondiale. Il peridio e la gleba distinguono ogni esemplare di tartufo. La parte più esterna, il peridio, può apparire lisca, vellutata o piuttosto verrucosa. La gleba, il cuore del tartufo, varia dalle tinte tenui del beige ai toni caldi del nocciola più scuro ed è solcata da numerose venature. 80% di acqua, 20% di elementi minerali, proteine, lipidi, glucidi solubili.
Sono questi i numeri che compongono il tartufo rendendolo l’ingrediente ideale per ogni dieta alimentare.

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