Tartufo Bianco
“Tuber Magnatum Pico”


DESCRIZIONE
Dal latino magnus, ossia ricco signore, il tartufo Bianco è il tartufo più pregiato per eccellenza. Ha una superficie liscia, dal colore paglierino e gleba gialla tendente talora al grigiastro. L’odore che emana è intenso, pungente, delicatamente agliato.

PERIODO DI RACCOLTA
da inizio Ottobre a fine Dicembre

ARBUSTI SIMBIONTI
quercia, pioppo, salice, nocciolo, carpino

MODALITA’ DI CONSERVAZIONE
Il Tartufo Bianco fresco va sempre conservato nella parte meno fredda del frigorifero. Ogni tartufo dev’essere avvolto singolarmente in carta assorbente o leggera, assicurandosi che rimanga sempre asciutta. Dovrà quindi essere cambiata spesso. Per impedire la contaminazione aromatica di altri cibi, il tartufo fresco può anche essere avvolto nella carta assorbente e chiuso in un contenitore di vetro, sempre in frigorifero. Queste metodologie consentono la conservazione del tartufo bianco per non più di cinque giorni.


Tartufo Nero
“Tuber Melanosporum Vitt”


DESCRIZIONE
Il tartufo Nero pregiato è dolce, amabile, versatile. La polpa nera, di colore ebano-violaceo presenta striature biancastre e fitte con periodio verrusco o liscio dipendentemente da dove cresce.

PERIODO DI RACCOLTA
da metà Novembre a metà Marzo

ARBUSTI SIMBIONTI
roverella, leccio, carpino nero, cisto

MODALITA’ DI CONSERVAZIONE
Il Tartufo Nero Pregiato dev’essere conservato nella parte meno fredda del frigorifero, avvolto singolarmente in carta assorbente o leggera, assicurandosi che rimanga sempre asciutta. Il tartufo fresco può anche essere avvolto nella carta assorbente e chiuso in un contenitore di vetro, sempre in frigorifero. Questo metodo consente la conservazione del tartufo Nero Pregiato per circa quindici giorni.


Tartufo Uncinato
“Tuber Uncinatum Vitt”


DESCRIZIONE
Tendenzialmente più profumato, il Tartufo Uncinato, comunemente conosciuto come scorzone invernale, è esteriormente identico al Tartufo estivo. Diversa è invece la gleba, più scura con numerose venature bianche molto marcate.

PERIODO DI RACCOLTA
da inizio Ottobre a fine Dicembre

ARBUSTI SIMBIONTI
pino, faggio, quercia, carpino

MODALITA’ DI CONSERVAZIONE
Il tartufo Uncinato fresco viene conservato in frigorifero, avvolto in carta assorbente o porosa, che verrà cambiata spesso per evitare che si bagni, creando muffe. Il prodotto può anche essere avvolto nella carta assorbente e chiuso in un contenitore di vetro o di plastica, sempre in frigorifero. Il tartufo Uncinato fresco si conserverà per circa dieci giorni.


Tartufo Estivo
“Tuber Aestivum Vitt”


DESCRIZIONE
Il tartufo estivo emana una fragranza tenue, dal sapore gradevole e delicato. Il colore nero e la texture verrucosa contrastano con la tonalità timida della gleba, di colore dal beige al nocciola.

PERIODO DI RACCOLTA
da metà maggio a fine agosto

ARBUSTI SIMBIONTI
pino, quercia, carpino, nocciolo

MODALITA’ DI CONSERVAZIONE
Il tartufo estivo fresco si conserva in frigorifero avvolto in carta assorbente, la quale deve rimanere sempre asciutta. Occorre cambiarla per evitare che si creino muffe. Ogni tartufo incartato dovrà essere conservato in un barattolo di vetro. Il tartufo estivo fresco si conserverà in questo modo per circa quindici giorni.


PIANTE

Parola d’ordine: riqualificare e incrementare la produzione tartuficola

Il tartufo è un fungo sotterraneo che vive esclusivamente in stratte associazione (detta simbiosi) con le radici di particolari alberi (alberi tartufigeni) con i quali instaura rapporti di uno scambio di sostanze nutritive. Questi scambi avvengono a livello delle micorrize. Le micorrize sono costituite dalle fini terminazioni delle radici dell’albero, avvolte e compenetrate dal tessuto del fungo (micelio): solo in presenza di questi organismi l’albero genera il tartufo.

La nostra azienda produce e commercializza anche piante tartufigene, per maggiori informazioni potete visitare il sito www.tuberascoli.it

PROGETTO: La TUBER ASCOLI nasce dalla reale esigenza di incrementare e riqualificare la produzione tartuficola.
REALIZZAZIONE: Imporre un nuovo ciclo vitale altamente remunerativo, da terreni calcarei incolti ed abbandonati, posti in collina, per la realizzazione di tartufaie coltivate.
SOLUZIONE: Negli spazi di terreno circostante la pianta, si formano chiazze o anelli di terra bruciata e morbida (detti pianelli) privi di vegetazione spontanea, segno inequivocabile della presenza di tartufo.

Di vero e reale c’è che nel Comune di Roccafluvione, in piena terra picena, una storia diversa si ripete…piante micorrizate regalano tartufi neri pregiati ed un inconfondibile intenso profumo di vita.

“La scienza che studia i tartufi si chiama idnologia e deriva dal greco ὕδνον, hýdnon.” – fonte Wikipedia



Piante